La depressione

Mar 23, 2007


di Franco Lolli

Bollati Boringhieri, 2007

La depressioneUn dolore profondo, ma indicibile, impossibile da mettere in parola, un dolore che rischia di apparire inesistente perchè incomunicabile: la depressione condanna chi ne soffre a una doppia pena, quella che sorge dal disagio psichico e quella che deriva dall’invisibilità allo sguardo dell’altro. Che spesso si volge verso manifestazioni di dolore più tangibili, fisiche, e quindi più vere, imprigionando il depresso nel suo silenzio o spingendolo ad atti che sono grida d’aiuto.
Franco Lolli porta il lettore in un viaggio dentro a un autentico enigma dell’animo umano, misteriosamente propenso a “soddisfarsi, in una maniera apparentemente incomprensibile, in ciò che insoddisfa”. Un’analisi lucida e inesorabile che scandaglia senza compromessi questo fenomeno pervasivo della nostra società, prona a un’ideologia consumistica e performativa e ormai incapace di simbolizzare e accettare la fondamentale impotenza dell’uomo davanti al fallimento, al lutto, alla morte.


Indice

  • Introduzione
  • Modernità e depressione
  • Tristezza, depressione, melanconia
  • Gli effetti della depressione
  • La dimensione esistenziale e la forma patologica della depressione
  • La logica depressiva
  • La depressione come “viltà morale”
  • Le manifestazioni depressive
  • La dialettica depressione-amore
  • Il rischio suicidario
  • Depressione femminilità
  • La colpa nella depressione
  • Le prospettive della cura
  • Il ruolo dello psicofarmaco


Introduzione

La depressione è una condizione di dolore psichico che, più di ogni altra forma di disagio, è in grado di mostrare il limite strutturale della parola, il fatto, cioè, che la parola non può dire tutto o che, più precisamente l’esperienza umana non può integralmente essere messa in parola. Ogni depresso vive questa condizione d’impotenza e di inadeguatezza del proprio linguaggio nel tentare di far capire l’intensità del dolore che prova; un dolore che, poiché non si localizza nel corpo, tende a essere sottovalutato da chi si trova a raccoglierne il lamento, quasi a metterne in dubbio l’autenticità e ha giudicarne inferiore la dignità rispetto a quella che, di solito, si riconosce al dolore fisico. Per questo motivo, molto spesso, i pazienti depressi arrivano a dire che avrebbero preferito avere un tumore invece di questa malattia, una malattia che, così affermano, sembra non esistere perchè non la si può dire. Come dire, infatti, lo spegnimento di ogni fiamma erotica, come spiegare la sensazione asfissiante di non esserci più, di essersi smarriti in uno spaesamento totale? Come descrivere cos’è che fa male? Come spiegare un dolore se non si può dire dov’è? I fenomeni di somatizzazione (di conversione sul corpo della sofferenza psichica) così frequentemente riscontrabili nella clinica della depressione – dolori al petto, senso di costrizione asfissiante, problemi digestivi di varia natura, e così via – forse dipendono proprio dal tentativo inconscio di localizzare sul corpo quel disagio che altrimenti sfugge a ogni possibile definizione, rendendolo, in altri termini, più facile da volgere in parole e essere riconosciuto.